Atene fu distrutta dalla paura della peste, non dalla peste.
(Tucidide)
Lo distinguiamo dagli altri
come se fosse un cavallino
diverso da tutti i cavalli.
Gli adorniamo la fronte
con un nastro,
gli posiamo sul collo sonagli colorati,
e a mezzanotte
lo andiamo a ricevere
come se fosse
un esploratore che scende da una stella.
Come il pane assomiglia
al pane di ieri,
come un anello a tutti gli anelli…
La terra accoglierà questo giorno
dorato, grigio, celeste,
lo dispiegherà in colline
lo bagnerà con frecce
di trasparente pioggia
e poi lo avvolgerÃ
nell’ombra.
Eppure
piccola porta della speranza,
nuovo giorno dell’anno,
sebbene tu sia uguale agli altri
come i pani
a ogni altro pane,
ci prepariamo a viverti in altro modo,
ci prepariamo a mangiare, a fiorire,
a sperare.
La Notte Santa
(Guido Gozzano)
La strada che porta al mare è bellissima! Piena di alberi e di fiori che incorniciano il silenzio dell’estate, ogni tanto si sente un coro di volatili delle più svariate specie, il vento sbarazzino accarezza le foglie sugli alberi. Un gatto solitario cammina lungo il giaciglio della strada, la moto corre verso la splendida “scenografia”, il mio sguardo fissa il tempo. Ecco in lontananza il mare, giunti sul posto le onde cristalline risplendono di una luce innaturale, il battito del cuore fa da sottofondo allo spettacolo di eterna bellezza, non ci sono parole di completamento, solo silenzi e parole non dette. L’occhio si sofferma sulla linea dell’orizzonte, fruga oltre e poi ancora oltre..oltre il mare oltre l’orizzonte e oltre il tempo. Si lì dove ci sei tu mio caro papà , sei bello come quelle giornate d’estate in spiaggia, dove fiero mi guidavi lungo la riva a prendere le conchiglie , a bagnarmi la spalla con l’acqua salata per rinfrescarmi dal sole di agosto, mi dicevi tante cose e tra queste di quanto era bella una spiaggia deserta , di quanta strada dovevo fare per imparare a nuotare senza avere paura. Di quanto era bello un tronco d’albero sulla spiaggia assolutamente fuori luogo e di quanta forza dovevo avere per poterlo prendere.. noi due protagonisti del nostro tempo , dei miei sogni di bambina e delle tue certezze della vita. Tu che mi hai sempre guidato ora sei lì, al di la del mare.
a mio padre Bruno
Anna Maria
La nebbia a gl'irti colli
Piovigginando sale,
E sotto il maestrale
Urla e biancheggia il mar;
Ma per le vie del borgo
Dal ribollir de' tini
Va l'aspro odor de i vini
L'anime a rallegrar.
Gira su' ceppi accesi
Lo spiedo scoppiettando:
Sta il cacciator fischiando
Su l'uscio a rimirar
Tra le rossastre nubi
Stormi d'uccelli neri,
Com'esuli pensieri,
Nel vespero migrar.