mercoledì 18 marzo 2026

UGO FOSCOLO

 Ugo Foscolo è una figura che sembra vivere costantemente sul confine tra passione e disincanto, tra ideali altissimi e una realtà che li tradisce. Nato nel 1778 a Zante, un’isola greca allora sotto il dominio veneziano, Ugo Foscolo porta dentro di sé fin dall’inizio una duplice identità: quella mediterranea, luminosa e mitica, e quella inquieta, tipicamente moderna.

La sua vita è segnata da un continuo esilio, geografico e interiore. Dopo essersi trasferito a Venezia, abbraccia con entusiasmo gli ideali della libertà portati da Rivoluzione Francese e guarda a Napoleone Bonaparte come a un liberatore. Ma la delusione arriva presto: il trattato di Campoformio, con cui Venezia viene ceduta all’Austria, spezza ogni illusione. È uno di quei momenti in cui la storia entra nella carne di un uomo e ne cambia per sempre lo sguardo.

Da questa ferita nasce gran parte della sua opera. Nel romanzo epistolare Le ultime lettere di Jacopo Ortis, il protagonista diventa il riflesso dell’autore: un giovane travolto dall’amore e dalla politica, incapace di trovare un posto nel mondo. L’Italia che sogna non esiste, e la sua risposta è estrema, tragica, definitiva.

Eppure Foscolo non è solo disperazione. Nei suoi sonetti più celebri, come “A Zacinto” e “In morte del fratello Giovanni”, emerge una voce più intima, quasi sospesa. La nostalgia della terra natale diventa simbolo di qualcosa di irraggiungibile: non è solo un’isola, ma un’origine perduta, una pace che non si può più riconquistare.

Il suo capolavoro, Dei Sepolcri, è forse il punto più alto della sua riflessione. Qui Foscolo si confronta con la morte, ma non in modo cupo: i sepolcri diventano custodi della memoria, ponti tra vivi e morti. In un mondo dove gli ideali crollano, è la memoria a salvare tutto. È un’idea potente: ciò che resta non è il corpo, ma il ricordo, l’eredità morale, la continuità degli affetti.

Negli ultimi anni, l’esilio diventa definitivo. Foscolo si sposta tra Svizzera e Inghilterra, sempre più isolato, sempre più lontano da quella patria che ha tanto amato e mai davvero posseduto. Muore a Londra nel 1827, quasi dimenticato, ma con una voce che nel tempo diventerà fondamentale per la letteratura italiana.

Raccontare Foscolo significa attraversare una vita irrequieta, piena di slanci e cadute. È il poeta degli ideali infranti, ma anche della dignità che resiste. In lui convivono il fuoco della giovinezza e la lucidità amara di chi ha capito che il mondo raramente mantiene le sue promesse — e proprio per questo sente il bisogno di affidare alla poesia ciò che la realtà non sa conservare.

Ugo Foscolo, seconda versione del ritratto di Fabre


Nessun commento:

Posta un commento

Post più popolari

Federico Fellini con la moglie Giulietta Masina, protagonista de La strada nei panni di Gelsomina

Federico Fellini con la moglie Giulietta Masina, protagonista de La strada nei panni di Gelsomina
Il film, ricco di poesia, racconta il tenero ma anche turbolento rapporto fra Gelsomina, interpretata da Giulietta Masina, e Zampanò, interpretato da Anthony Quinn, due strampalati artisti di strada che percorrono l'Italia dell'immediato dopoguerra.

Paola Ojetti

Paola Ojetti
è soprattutto ricordata per la sua attività di traduttrice, iniziata sin da giovanissima con versioni dal francese e dall'inglese di dialoghi di film. Negli anni '30,

Primo Applauso trasmissione televisiva del 1956

Primo Applauso trasmissione televisiva del 1956
Di ignoto - Radiocorriere ,p.d.

Il piccolo principe (Le Petit Prince) è un racconto di Antoine de Saint-Exupéry

la dedica

A Leone Werth.

Domando perdono ai bambini di aver dedicato questo libro a una persona grande. Ho una scusa seria: questa persona grande è il migliore amico che abbia al mondo. Ho una seconda scusa: questa persona grande può capire tutto, anche i libri per bambini. E ne ho una terza: questa persona grande abita in Francia, ha fame, ha freddo e ha molto bisogno di essere consolata. E se tutte queste scuse non bastano, dedicherò questo libro al bambino che questa grande persona è stata. Tutti i grandi sono stati bambini una volta. (Ma pochi di essi se ne ricordano.)
Perciò correggo la mia dedica:
A Leone Werth
quando era un bambino»

Fernando Botero

Fernando Botero
Di Roel Wijnants - Flickr, CC BY 2.0, https://commons.wikimedia

Grazia Deledda "La Primavera"

Grazia Deledda "La Primavera"
L'inverno aveva rinfrescato anche il colore delle rocce. Dai monti scendevano, vene d'argento, mille rivoletti silenziosi, scintillanti tra il verde vivido dell'erba. Il torrente sussultava in fondo alla valle tra i peschi e i mandorli fioriti, e tutto era puro, giovane, fresco, sotto la luce argentea del cielo. Grazia Deledda