martedì 24 settembre 2024

Ungaretti

 

Louis-Ferdinand Céline

Louis-Ferdinand Céline Louis-Ferdinand Céline è noto per le sue citazioni profonde e spesso provocatorie. 
Ecco alcune delle sue citazioni più celebri:
"L’esperienza è una lampada fioca, che illumina solo chi la porta."
 "Quasi ogni desiderio di un uomo povero è un reato punibile."

    Charles Bukowski-e il gatto

     "È arrivato alla mia porta una notte, bagnato, magro, picchiato e terrorizzato un gatto bianco, strabico e senza coda.

    L'ho portato dentro, gli ho dato da mangiare e lui è rimasto.
    Ha preso fiducia in me, fino a quando un amico non è salito sulla rampa del garage e lo ha investito.
    Ho portato ciò che rimane di lui al veterinario, che ha detto:
    "Non ha molte possibilità... Dagli queste pillole... la sua spina dorsale è rotta; lo era già prima, ma in qualche modo si è aggiustato, se vive non camminerà mai; guarda queste radiografie,
    Gli hanno sparato, guarda qui, i pallini sono ancora lì... Inoltre, una volta aveva la coda, ma qualcuno gliel'ha tagliata... ”.
    Sono tornato con il gatto, era un'estate calda, una delle più calde degli ultimi decenni, l'ho messo sul pavimento del bagno, gli ho dato acqua e pillole, non mangiava, non toccava nemmeno l'acqua.
    Bagnavo il dito dentro di lei e gli bagnavo la bocca, gli parlavo, non andavo da nessuna parte, passavo molto tempo in bagno e gli parlavo, lo toccavo dolcemente, e lui mi guardava con quegli occhi azzurri chiari e strabici e con il passare dei giorni
    ha fatto la sua prima mossa strisciando con le zampe anteriori (le posteriori non rispondevano).
    È riuscito a raggiungere la sabbia, si è strisciato sul bordo fino a entrare, è stato come la tromba di una possibile vittoria che suonava in bagno e in città.
    Vedevo me stesso in quel gatto, anch'io avevo passato un brutto periodo; non così male, ma abbastanza male.
    Una mattina si è alzato, si è alzato, è caduto e mi ha guardato.
    "Puoi farcela", gli ho detto.
    Continuava a provare, rialzandosi, cadendo
    fino a quando alla fine ha fatto qualche passo, era come un ubriaco; le zampe posteriori non volevano fare le loro cose e cadeva di nuovo, riposava, si rialzava.
    Il resto lo sai: ora è meglio che mai, strabico e quasi sdentato, ma la grazia è tornata, e quello sguardo nei suoi occhi non è mai andato via...
    E ora a volte mi fanno delle interviste, vogliono sentirmi parlare di vita e letteratura, e io mi ubriaco e prendo in braccio il mio gatto strabico,
    crivellato, investito e senza coda e dico loro: "Guardate, guardate questo! ”
    Ma non lo capiscono, dicono cose come: "e lei dice che è stato influenzato da Céline? ” “No” e prendo il gatto in braccio, “per quello che succede, per cose come questa, per questo, per questo! ”
    Scuoto il gatto, lo sollevo nella luce fumante e ubriaca, è tranquillo, lui sa...
    È allora che l'intervista finisce e
    anche se a volte mi sento orgoglioso quando vedo le foto dopo, e ci sono io e c'è il gatto, e siamo insieme nella foto...
    Anche lui sa che è stupido, ma che in qualche modo aiuta. "
    -Charles Bukowski



    Citazioni

      Il mio migliore amico è lo specchio, perché quando piango non ride mai. (Jim Morrison)


    1. Albert Einstein: “La logica ti porterà da A a B. L’immaginazione ti porterà dappertutto.”
    2. Oscar Wilde: “Sii te stesso; tutti gli altri sono già occupati.”
    3. Mahatma Gandhi: “Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo.”
    4. Mark Twain: “Il segreto per andare avanti è iniziare.”








    lunedì 23 settembre 2024

    il "sapere di non sapere" Socrate

     

    Il fondamento paradossale del pensiero socratico è il "sapere di non sapere", un'ignoranza che si manifesta come consapevolezza della mancanza di conoscenza definitiva e che diventa il motore principale del desiderio di sapere. La figura del filosofo, secondo Socrate, è diametralmente opposta a quella del saccente, cioè del sofista che si considera e si proclama sapiente, almeno in una sapienza tecnica come quella retorica.
    Le fonti storiche descrivono Socrate come un individuo mosso da un'intensa ricerca della verità e della conoscenza, che tuttavia gli sembrava sempre sfuggente. Egli affermava di aver compreso di non sapere nulla, e per questo motivo si considerava più sapiente degli altri.
    Nell'Apologia di Socrate viene narrato come egli sia giunto a questa consapevolezza attraverso un evento particolare. Un suo amico, Cherefonte, interrogò la Pizia, la sacerdotessa dell'oracolo di Apollo a Delfi, su chi fosse l'uomo più sapiente di Atene, e la risposta fu Socrate. Consapevole della propria non-sapienza e sapendo che l'oracolo non mente, Socrate interpretò il responso come un riconoscimento che solo chi si ritiene ignorante è veramente sapiente.
    Al termine del confronto, racconta Socrate, coloro che si credevano sapienti, di fronte alle proprie contraddizioni e insufficienze (l'aporia socratica), si sentirono stupiti e smarriti, mostrandosi per ciò che erano: arroganti ignoranti inconsapevoli della propria ignoranza. «Allora compresi», afferma Socrate, «che in realtà ero il più sapiente, perché ero l'unico a conoscere la mia ignoranza. Di conseguenza, quegli uomini, che erano i governanti della città, di fronte alla loro insufficienza, iniziarono a odiare Socrate».



    Socrate e Santippe: un'incisione di Otto van Veen del XVII secolo.



    Aristippo

     La scuola filosofica dei Cirenaici, fondata da Aristippo, pone il piacere come scopo primario dell'esistenza. Non essendo omogenea, la scuola cirenaica si è sviluppata in diverse correnti etiche e ha trovato parziali riscontri nell'epicureismo. Epicuro ha infatti fornito alla sua dottrina edonistica basi ontologiche e gnoseologiche, assenti nei Cirenaici, i quali hanno sviluppato il loro pensiero esclusivamente sull'etica pratica della vita quotidiana. Aristippo ha delineato questa corrente filosofica sull'antropocentrismo, il sensismo assoluto, la ricerca del piacere fisico e l'autosufficienza individualista.La caratteristica distintiva dell'edonismo di Aristippo è l'individualismo estremo e un'autosufficienza simile a quella cinica, con un marcato disprezzo per le convenzioni sociali e le tradizioni. Il piacere, immediato e dinamico, si lega all'individualismo che lo ricerca in ogni momento dell'esistenza, in qualsiasi sua forma. Solo gli eventi umani sono degni di interesse e i fenomeni naturali lo sono solo se generano piacere. Tuttavia, l'autosufficienza, principio cardine di Aristippo, si applica anche al piacere: va ricercato senza diventarne schiavi, perché se il piacere è sempre un bene da perseguire, quando diventa padrone, deve essere rifiutato in favore dell'autosufficienza e dell'autonomia individuale. Il vero piacere, secondo Aristippo, è sempre dinamico (non l'aponia epicurea, ovvero l'“assenza di dolore”) e rappresenta il motore positivo dell'esistenza, che è una successione discontinua di istanti da vivere nel presente, trascurando passato e futuro.

    Raffigurazione di Aristippo


    “Sono così stordito del niente che mi circonda” Leopardi

     

    “Sono così stordito del niente che mi circonda” dal carteggio tra Leopardi e Giordani


    Ritratto di Giordani


    Giacomo Leopardi, Lettera a Pietro Giordani, 19 Novembre 1819

    “Sono così stordito del niente che mi circonda, che non so come abbia forza di prendere la penna per rispondere alla tua del primo. Se in questo momento impazzissi, io credo che la mia pazzia sarebbe di seder sempre cogli occhi attoniti, colla bocca aperta, colle mani tra le ginocchia, senza né ridere né piangere, né muovermi altro che per forza dal luogo dove mi trovassi .Non ho più lena di concepire nessun desiderio, neanche della morte, non perch’io  la tema in nessun conto, ma non vedo più divario tra la morte e questa mia vita, dove non viene più a consolarmi neppure il dolore. Questa è la prima volta che la noia non solamente mi opprime e stanca, ma mi affanna e lacera come un dolor gravissimo; e sono così spaventato dalla vanità di tutte le cose, e della condizione degli uomini, morte tutte le passioni, come sono spente nell’animo mio, che ne vo fuori di me, considerando ch’è un niente anche la mia disperazione.”

    A. Ferrazzi, Portrait of Giacomo Leopardi, circa 1820, oil on canvas, located in Recanati, Leopardi Palace


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    Di ignoto - Radiocorriere ,p.d.

    Il piccolo principe (Le Petit Prince) è un racconto di Antoine de Saint-Exupéry

    la dedica

    A Leone Werth.

    Domando perdono ai bambini di aver dedicato questo libro a una persona grande. Ho una scusa seria: questa persona grande è il migliore amico che abbia al mondo. Ho una seconda scusa: questa persona grande può capire tutto, anche i libri per bambini. E ne ho una terza: questa persona grande abita in Francia, ha fame, ha freddo e ha molto bisogno di essere consolata. E se tutte queste scuse non bastano, dedicherò questo libro al bambino che questa grande persona è stata. Tutti i grandi sono stati bambini una volta. (Ma pochi di essi se ne ricordano.)
    Perciò correggo la mia dedica:
    A Leone Werth
    quando era un bambino»

    Fernando Botero

    Fernando Botero
    Di Roel Wijnants - Flickr, CC BY 2.0, https://commons.wikimedia

    Grazia Deledda "La Primavera"

    Grazia Deledda "La Primavera"
    L'inverno aveva rinfrescato anche il colore delle rocce. Dai monti scendevano, vene d'argento, mille rivoletti silenziosi, scintillanti tra il verde vivido dell'erba. Il torrente sussultava in fondo alla valle tra i peschi e i mandorli fioriti, e tutto era puro, giovane, fresco, sotto la luce argentea del cielo. Grazia Deledda