domenica 15 giugno 2025

Agostino d'Ippona

 Agostino d'Ippona, noto anche come Sant'Agostino, è stato un filosofo, teologo e vescovo della Chiesa cattolica, considerato uno dei più importanti pensatori della patristica occidentale. Nato nel 354 a Tagaste (nell'attuale Algeria), visse un'esistenza segnata da una profonda ricerca spirituale e filosofica, passando attraverso il manicheismo prima di convertirsi al cristianesimo. La sua filosofia si basa sulla riconciliazione tra ragione e fede, spirito e materia, e il pensiero pagano con la dottrina cristiana. Influenzato dal neoplatonismo, rielaborò la dottrina delle idee di Platone e la concezione dell'Uno di Plotino, adattandole alla visione cristiana di Dio come principio unico e assoluto dell'essere. Secondo Agostino, il male non ha un'esistenza autonoma, ma è solo una privazione del bene, causata dalla disobbedienza umana. Uno dei suoi concetti fondamentali è quello della grazia divina, che permette all'anima di ricevere l'illuminazione e di avvicinarsi a Dio. Pur riconoscendo il libero arbitrio, Agostino sottolinea come la salvezza dipenda esclusivamente dalla volontà divina. Inoltre, rivalutò la dimensione storica e terrena, affermando che il mondo materiale ha valore in quanto frutto dell'amore di Dio. La sua opera più celebre, *Le Confessioni*, è un'autobiografia spirituale in cui racconta il suo percorso di conversione e riflessione filosofica. Fu vescovo di Ippona dal 396 fino alla sua morte nel 430, dedicandosi alla difesa della dottrina cristiana contro le eresie del suo tempo. Il suo pensiero ha influenzato profondamente la teologia cristiana e la filosofia medievale.






martedì 10 giugno 2025

Jim Morrison e l'amicizia

 Jim Morrison aveva una visione dell'amicizia e della solitudine molto intensa e fuori dagli schemi. Per lui, l'amicizia era libertà assoluta, senza regole né vincoli. Credeva che le relazioni basate su doveri e aspettative fossero "morte in partenza" e cercava legami autentici, tra anime ribelli che si riconoscevano senza controllarsi a vicenda.

Sulla solitudine, Morrison la viveva come un elemento inevitabile della sua esistenza. Era un poeta inquieto, ossessionato dalla libertà e dai sogni, e spesso si sentiva distante dagli altri. Alcune sue frasi riflettono questa visione, come: "La gente tenta di nascondere la propria sofferenza, ma è un errore grave".

Era un uomo che cercava connessioni profonde, ma senza compromessi.






Marguerite Gérard

 

Marguerite Gérard (1761-1837) è stata una pittrice e incisore francese, attiva nel periodo Rococò e Pre-romantico. Cresciuta in una famiglia di profumieri a Grasse, si trasferì a Parigi dopo la morte della madre e visse per circa trent'anni al Louvre con sua sorella e il cognato, il pittore Jean-Honoré Fragonard, di cui fu allieva. 

Si specializzò nella pittura di genere, ispirandosi ai maestri olandesi del XVII secolo, e ottenne un notevole successo con oltre 300 dipinti e 80 ritratti. Nonostante le limitazioni imposte alle donne dall'Académie Royale, riuscì a esporre al Salon dal 1799 al 1824, vincendo diversi premi e guadagnando l'attenzione di importanti committenti, tra cui  Napoleone e Luigi XVIII. 

Il suo stile raffinato, caratterizzato da dettagli meticolosi e scene domestiche intime, influenzò altri artisti, tra cui suo nipote  Alexandre-Évariste Fragonard . Dopo la morte di Fragonard, continuò a vivere con sua sorella, dedicando la sua vita all'arte. 

 Le déjeuner du chat ("The Cat's Lunch"), oil on canvas, Musée Fragonard, Grasse, France
By Marguerite Gérard -


La casa d'estate

 Il caldo era arrivato all’improvviso, senza bussare. Una mattina, il cielo si era tinto di un azzurro liquido e denso, come vernice fresca, e l’aria profumava di erba tagliata e cicale. Il villaggio sembrava uscito da una cartolina dimenticata: persiane spalancate, tende leggere che si muovevano come veli, e strade di terra battuta dove le biciclette lasciavano tracce effimere.

Clara tornava ogni anno, sempre a luglio. La casa dei nonni, in cima alla collina, non cambiava mai: i muri bianchi screpolati dal sole, il portico ombroso, e l’altalena legata al vecchio ulivo, che oscillava piano anche senza vento. Era come se l’estate la aspettasse lì, ferma, paziente, in attesa del suo arrivo.

Il cancello cigolò come un saluto familiare. Clara lo spinse con il piede, tenendo con una mano la valigia e con l’altra il libro che stava leggendo da giorni. Il cortile era invaso da un silenzio vivo, pieno di ronzii e fruscii, e il tempo sembrava essersi stropicciato come un lenzuolo dimenticato al sole.

Fu dentro casa che tutto ricominciò. Le mattonelle fresche sotto i piedi nudi, il profumo di basilico sul davanzale, le fotografie in bianco e nero che guardavano da ogni parete con occhi antichi. Clara appoggiò la valigia accanto alla scala e salì in camera sua. Le tende erano le stesse dell’infanzia, così come il vecchio letto di ferro battuto. Si lasciò cadere sul materasso e chiuse gli occhi.

Fuori, le cicale cantavano come pazze.

Quella notte, qualcosa cambiò. Forse fu il vento che entrò dalla finestra aperta, portando con sé un odore di pioggia lontana. Forse fu il suono dei passi leggeri nel corridoio, o il fruscio di un vestito che non apparteneva a nessuno. Ma Clara si svegliò di colpo, e nella penombra vide l’altalena muoversi.

E non c’era vento.


Continua i prossimi giorni




Nikola Tesla

 Nikola Tesla è stato un inventore straordinario, noto per le sue idee rivoluzionarie nel campo dell'elettricità e dell'elettromagnetismo. Ecco alcuni aspetti affascinanti della sua vita:


Tesla nacque il 10 luglio 1856  a  Smiljan, nell'attuale Croazia, da una famiglia serba. Fin da giovane mostrò un'intelligenza eccezionale e una memoria fotografica. Studiò ingegneria elettrica al Politecnico di Graz e filosofia all, Università di Praga, ma non completò gli studi universitari.

Nel 1884 si trasferì negli Stati Uniti, dove lavorò brevemente con Thomas Edison, ma i due ebbero divergenze sulla corrente elettrica: Edison sosteneva la corrente continua (DC), mentre Tesla promuoveva la corrente alternata (AC), che si rivelò più efficiente per la distribuzione dell'energia. Grazie al supporto di George Westinghouse, Tesla contribuì alla diffusione della corrente alternata, vincendo la famosa "Guerra delle Correnti" contro Edison.


Tesla brevettò oltre 280 invenzioni, tra cui:

l motore a induzione e il sistema di distribuzione elettrica polifase.

La bobina di Tesla, utilizzata ancora oggi in esperimenti di alta tensione.

La trasmissione senza fili di energia, un concetto che cercò di sviluppare con la Wardenclyffe Tower, ma che non riuscì a completare per mancanza di fondi.


Negli ultimi anni, Tesla visse in isolamento a New York, dedicandosi a teorie futuristiche e alla ricerca scientifica. Morì il 7 gennaio 1943 a 86 anni, lasciando un'eredità immensa nel campo dell'ingegneria elettrica. Oggi, il suo nome è celebrato in tutto il mondo, e l'unità di misura dell'induzione magnetica, il Tesla (T), porta il suo nome.

Tesla era un visionario, spesso incompreso, ma le sue idee hanno plasmato il mondo moderno



domenica 8 giugno 2025

Dante Alighieri, Tanto gentile e tanto onesta pare

 Tanto gentile e tanto onesta pare

la donna mia quand’ella altrui saluta,
ch’ogne lingua deven tremando muta,
e li occhi no l’ardiscon di guardare.
Ella si va, sentendosi laudare,
benignamente d’umiltà vestuta;
e par che sia una cosa venuta
da cielo in terra a miracol mostrare.
Mostrasi sì piacente a chi la mira,
che dà per li occhi una dolcezza al core,
che ‘ntender no la può chi no la prova:
e par che de la sua labbia si mova
un spirito soave pien d’amore,
che va dicendo a l’anima: sospira.



sabato 7 giugno 2025

Sir Walter Scott

 Sir Walter Scott (1771-1832) è stato uno scrittore, poeta e romanziere scozzese, considerato il padre del moderno romanzo storico. Nato a Edimburgo, crebbe immerso nelle tradizioni e leggende scozzesi, che influenzarono profondamente la sua produzione letteraria. Dopo aver studiato legge, intraprese la carriera forense, ma la sua vera passione era la letteratura.

Scott iniziò traducendo ballate tedesche e pubblicando raccolte di poesie, ma il suo successo arrivò con i romanzi storici. "Waverley" (1814) fu il primo di una lunga serie di opere che mescolavano eventi storici con narrazioni avvincenti. Tra i suoi romanzi più celebri vi sono "Ivanhoe", "Rob Roy" e "The Bride of Lammermoor", che contribuirono a definire il genere del romanzo storico.

Negli ultimi anni, Scott affrontò difficoltà finanziarie e problemi di salute, ma continuò a scrivere fino alla sua morte nel 1832. Il suo impatto sulla letteratura fu immenso, influenzando autori come Alessandro Manzoni e consolidando il romanzo storico come genere letterario.

Sir Walter Scott (1822); olio su tela, 76.2×63.5 cm, National Gallery of Scotland, Edimburgo




Il racconto dello specchio misterioso  di - Walter Scott 

"Il racconto dello specchio misterioso" di Walter Scott è un breve romanzo gotico che utilizza la tecnica della scatola cinese per narrare una storia inquietante. Il protagonista, Sir Philip Forester, è un aristocratico scozzese noto per la sua infedeltà. Dopo essere partito volontario per la guerra nelle Fiandre, sua moglie Jemmie Falconer, tormentata dal dubbio, si rivolge a un veggente, Battista Damiotti, noto come il "dottore di Padova"

Attraverso un enorme specchio, Jemmie e sua sorella assistono a una visione che rivela il destino di Sir Philip: si è rifatto una vita a Rotterdam e ha commesso un efferato omicidio. Dopo questa rivelazione, la vita di Jemmie cambia radicalmente e la sua famiglia viene gradualmente distrutta. Il racconto è permeato da un linguaggio arcaico e atmosfere classicheggianti, mantenendo il lettore avvinto fino all'ultima pagina.





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la dedica

A Leone Werth.

Domando perdono ai bambini di aver dedicato questo libro a una persona grande. Ho una scusa seria: questa persona grande è il migliore amico che abbia al mondo. Ho una seconda scusa: questa persona grande può capire tutto, anche i libri per bambini. E ne ho una terza: questa persona grande abita in Francia, ha fame, ha freddo e ha molto bisogno di essere consolata. E se tutte queste scuse non bastano, dedicherò questo libro al bambino che questa grande persona è stata. Tutti i grandi sono stati bambini una volta. (Ma pochi di essi se ne ricordano.)
Perciò correggo la mia dedica:
A Leone Werth
quando era un bambino»

Fernando Botero

Fernando Botero
Di Roel Wijnants - Flickr, CC BY 2.0, https://commons.wikimedia

Grazia Deledda "La Primavera"

Grazia Deledda "La Primavera"
L'inverno aveva rinfrescato anche il colore delle rocce. Dai monti scendevano, vene d'argento, mille rivoletti silenziosi, scintillanti tra il verde vivido dell'erba. Il torrente sussultava in fondo alla valle tra i peschi e i mandorli fioriti, e tutto era puro, giovane, fresco, sotto la luce argentea del cielo. Grazia Deledda